Brand Naming: partire con il piede giusto

Creare una realtà aziendale di successo, di qualunque oggetto essa debba occuparsi, prevede un progetto di analisi iniziale molto dettagliato. Un aspetto fondamentale, spesso non trattato con la giusta attenzione di cui merita, è quello legato alla scelta del nome.

Ecco perché esistono agenzie specializzate, che hanno come unica mission il cosiddetto brand naming.

Attenzione! Non si tratta di una scelta metafisica, ma basata su solidi parametri.

Come si sceglie il nome?

Il primo passo è definire in modo stringente il prodotto o servizio che si va a proporre.

Successivamente, è fondamentale capire lo stile che vogliamo imprimere nell’offrire il nostro prodotto. Siamo un’azienda casual? Oppure siamo molto formali? Siamo giovani e molto hi-tech? Oppure vogliamo infondere autorevolezza, esperienza, rispetto delle tradizioni, ecc?

E’ giunto il momento di combinare la personalità aziendale, con le specificità del prodotto. Inizia il momento creativo del brainstorming. Che nasconde numerose insidie. Pensiamo, ad esempio, ad una azienda di lunghissima tradizione, che, ad un certo momento, voglia lanciare sul mercato un prodotto molto sbarazzino. Ecco che il nome potrebbe risultare contraddittorio! Un nome troppo gergale potrebbe inficiare l’immagine di lunga esperienza dell’azienda. Allo stesso tempo, un nome troppo rigido potrebbe non rappresentare al meglio il prodotto.

Pertanto, il processo di brainstorming non può prescindere dall’accostare tutte le caratteristiche evocate dal nome, arrivando al giusto equilibrio.

Ma il processo non è ancora finito: il nome deve avere una serie di caratteristiche “pratiche”, che, in questo caso, esulano dal prodotto stesso.

Deve essere ben memorizzabile, possibilmente deve essere disponibile a dominio, in modo da essere registrato per il web, soprattutto dovrà essere unico. Come si comporta la concorrenza? Per caso, esistono già prodotti e servizi con un nome uguale/simile? Anche in altre lingue, naturalmente.

Flessibilità nelle regole

Quanto devono essere rigidi i punti appena elencati? Qui emergerà l’abilità del professionista selezionato per il brand naming. Infatti, le parole possono essere evocative anche soltanto riproducendo un suono, senza che questo abbia un significato preciso. Pertanto, in alcuni casi, un nome di fantasia, esotico, onomatopeico, ecc. sarà risolutivo.

E quanto all’unicità, beh: anche in questo caso, vorrei raccontare un paradosso. Durante l’epoca dei paninari, nella Milano degli anni ’80, tra i vari marchi in voga, cominciò il successo delle scarpe Nike.

Bene: chi, tra coloro che hanno vissuto quel periodo, non si ricorda le Mike?

La Milano di allora era molto differente da oggi: l’edonismo yuppy si stava facendo strada in una società, in realtà, molto più semplice dell’odierna. Per cui, si poteva far finta di essere alla moda, comprando, appunto, le Mike, sperando che nessuno se ne accorgesse. Il vorrei ma non posso non era del tutto bandito. Oggi, sarebbe impensabile lanciare sul mercato, che so, i pantaloni Pucci, al posto di Gucci.

Questo esempio, tuttavia, ci serve solo per ricordarci che tutti i criteri sopra esposti non debbono essere applicati rigidamente: sono pronti ad essere stravolti, alla bisogna!

Perché rivolgersi ad un professionista

La risposta è immediata: si tratta del fattore esperienza. Quanti nomi avete dato nella vostra vita, oltre, magari, a quello di vostro figlio, se lo avete? Probabilmente pochissimi! Ecco il motivo più convincente per rivolgervi ad un’agenzia specializzata in brand naming.

Il nome, apparentemente così frivolo, così effimero, è la caratteristica più duratura, di un progetto, di un servizio, di una proposta commerciale: quanti restyling ha subito la VW Golf, dal 1974 ad oggi? Innumerevoli (7, per l’esattezza). Eppure, nessuno ha mai pensato di cambiarne il nome.

Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: